San Vigilio e dintorni

San Vigilio, in ladino Al Plan, si trova a 1.201 m sul livello del mare, circondato da montagne e abetaie. Il paese vanta una tradizione turistica che risale alla fine del 1800. Oggi dispone di 4.000 posti letto e di molte strutture ricettive, ricreative e ausiliarie. Numerosi sono i punti d’ interesse all’interno e nelle immediate vicinanze del centro.
La chiesa è sicuramente quello più vistoso in piazza. In stile barocco con il campanile
gotico, la chiesa dedicata appunto a San Vigilio, venne costruita nel 1789.
Gli affreschi delle cupole interne sono opera del maestro Matthaeus Guenther,
allora direttore dell’Accademia di Augusta.

 

 

Un monumento naturale molto interessante si trova proprio di fronte alla chiesa. Il maestoso e vetusto tiglio che è situato nell’angolo della piazza centrale, è testimone della storia. Diversi secoli orsono, sotto la sua fronda avevano luogo le sessioni annuali del tribunale. I capifamiglia si radunavano per sentenziare sulle malefatte di persone della zona. Più di
un destino si compì sotto il tiglio, che oggi è dichiarato monumento naturale sotto protezione.
Mentre la gran parte delle aziende agricole di San Vigilio si sono sviluppate pari passo con i tempi moderni, in qualche angolino del paese
troviamo ancora complessi, che ci ricordano i tempi antichi. Le case rurali di Plazores e Taibun risalgono alla metà dello scorso millennio e sono le più antiche della zona.
Marebbe era un feudo conteso dal convento benedettino di Castelbadia e dalla curia vescovile di Bressanone. Quali capitani di Marebbe fungevano famiglie nobiliari, come i Rost da Ras. Il loro castello/fortino oggi è quasi irriconoscibile, ma è sempre lì a testimonianza dei tempi passati.

 



 

A pochi chilometri da San Vigilio troviamo il paesino di La Plì/Pieve. Qui la vita è ancora tranquillissima, dato che il traffico difficilmente raggiunge l’abitato. Pieve è la culla della cultura ladina, essendoci stata la prima chiesa menzionata per iscritto. Fu anche la prima sede del decanato della Val Badia. Oggi è ancora l’agricoltura a farla da padrona. E grazie all’attaccamento degli abitanti alle proprie abitazioni, si sono conservate perfettamente anche le famose “Viles”. Si tratta di una forma di agglomerato rurale risalente ai Reti, i primi abitanti delle Dolomiti. Le case sono disposte a schiera o a cerchio, formando dei piccoli paesini autonomi, con infrastrutture private e comuni. Una caratteristica è l’architettura, con le case di muro e legno ed i fienili separati. L’Associazione turistica di San Vigilio organizza settimanalmente delle escursioni guidate presso queste perle della cultura ladina.
Dal lato opposto della Val Badia, troviamo il paesino di Rina, facente parte anch’esso del circondario di San Vigilio. Situato alle pendici del Putia, Rina è meta di chi vuole trovare malghe tranquille, lunghe passeggiate e …
funghi!

 

 

L’attrazione per eccellenza per chi viene a San Vigilio è sicuramente il Parco naturale di Fanes-Senes-Braies. Istituito nel 1982, oggi è sicuramente il tesoro della zona marebbana. Gli ospiti di San Vigilio possono trovarvi delle malghe vastissime, delle montagne maestose, laghi, ruscelli, fiori ed animali, rifugi, ecc. Partendo da Pederü si possono raggiungere a piedi i rifugi più famosi della zona, quali il Fodara Vedla, il Senes e Munt de Senes, o nella zona di Fanes il rifugio Lavarella ed il rifugio Fanes.
Gli escursionisti potranno incontrare gli animali d’alpeggio, ma con un po’di fortuna scorgeranno anche qualche marmotta, qualche camoscio e perfino gli stambecchi. I più fortunati potrebbero anche vedere un’aquila reale durante i suoi giri di perlustrazione. Numerosi sono i sentieri segnati che conducono i visitatori da un posto all’altro del parco. Per i più esperti c’ è la possibilità di raggiungere e superare i 3.000 m del Lavarella, del Conturines e di Cima Dieci.

 

 

Per chi invece preferisce faticare poco e vedere tutto, c’è il nuovo Centro visite del Parco Naturale a San Vigilio. Nel palazzo dall’architettura vistosa, è istituito un museo multimediale sul parco. Giochi, terrari, foto, filmati ecc. condurranno grandi e piccini attraverso le meraviglie naturali di Fanes-Senes-Braies. Naturalmente non possono mancare alcuni reperti provenienti dalla famosa grotta di Conturines, dove vennero scoperti i resti antichissimi di orsi delle caverne. L’ingresso è libero.
La zona di San Vigilio è un paradiso per chi vuole camminare e scoprire gli angoli più belli della natura. Sono numerosissimi i percorsi segnati, che coprono tutti i livelli di difficoltà e di impegno. Presso gli uffici turistici sono disponibili cartine e libretti che aiutano a trovare il percorso più adatto alle proprie esigenze. Per chi preferisce essere guidato
alla scoperta di fiori, animali, laghi e leggende, l’Associazione Turistica organizza, in collaborazione con il Parco naturale, svariate escursioni tematiche durante la settimana. Il programma è disponibile presso l’ufficio turistico di San Vigilio.

 

 

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